di Andrea Inglese La negligenza, e quasi la cecità, della sinistra e della sua intellighentsia dinanzi a questo fenomeno deriva dalla situazione con cui hanno guardato alla cultura delle masse, che è stata considerata sempre marginale rispetto al potere presunto vero, cioè alla dimensione politica ed economica. Raffaele Simone Essere spettatori di Videocracy è un’esperienza profondamente sgradevole. Durante la proiezione del documentario è percepibile…
15 citazioni | fonte: Nazione indiana | leggi il post
Stralci dal grande show il 21 settembre 2009
Questa prima parte è un invito alla riflessione. Questa prima parte è un invito a non abbandonarsi ad una visione banale ("la malvagità del banale") del documentario in questione. Questa prima parte è un ulteriore invito a non fidarsi "totalmente" dell'…
Comemipiace il 22 settembre 2009
Anno: 2009Regista: Erik Gandini, italiano ma trasferito in Svezia diciannovenneGenere: horrorControindicazioni: non riuscirete mai più a mettervi in costume da bagno (per le donne); potreste perdere interesse per il corpo femminile (uomini etero)Scene…
Secondavisione il 1 ottobre 2010
…in Italia come "democrazia autoritaria". Andrea Inglese, in un bell'intervento a proposito di Videocracy su Nazione Indiana, parla di "fascismo estetico". In ogni caso, siamo messi male. Nel documentario di Gandini, questo…
Slowforward il 21 maggio 2011
“Videocracy” o del fascismo estetico (1) “Il corpo delle donne” o del fascismo estetico (2) Filed under: Resistenza, segnali e azioni, zines & authors Tagged: Andrea Inglese, Nazione indiana